In attesa dell'Assemblea congressuale di CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria, in programma a Perugia il prossimo 27 febbraio, la CIA regionale ha completato, venerdì 6 febbraio, il rinnovo dei vertici delle associazioni di genere e tematiche. Un passaggio importante che arriva al termine di un ampio ciclo di incontri sul territorio, che nelle ultime settimane ha coinvolto numerosi agricoltori, soci e imprese agricole in tutta la regione.
Il percorso di confronto e ascolto ha permesso di fare il punto sulle criticità e sulle prospettive dell'agricoltura umbra, rafforzando il ruolo delle articolazioni associative che rappresentano specifici ambiti, generazioni e modelli produttivi del mondo agricolo.
Per Donne in Campo Umbria, l'associazione che promuove l'imprenditoria agricola femminile e valorizza il ruolo delle donne nello sviluppo rurale, è stata eletta presidente Monica Dialuce Gambino, titolare dell'azienda agricola Poggio del Vento di Piegaro. Si tratta di una realtà multifunzionale che basa la propria attività sulla coltivazione di oliveti per la produzione di olio extravergine di oliva biologico, con un'attenzione particolare alla sostenibilità ambientale e alla qualità delle produzioni.
Alla guida de La Spesa in Campagna Umbria, l'associazione che sostiene la filiera corta, la vendita diretta e il rapporto diretto tra produttori e consumatori, è stato eletto Marco Mondovecchio, 39 anni, titolare dell'azienda Agricola Mondovecchio a Castiglione del Lago. La sua impresa coltiva legumi (ceci, fagiolina, lenticchia), grani antichi e oliveti. L'azienda punta in primis alla sostenibilità ambientale delle proprie produzioni, secondariamente a rivalutare le antiche tradizioni e colture. Per quanto riguarda i canali commerciali, Mondovecchio partecipa ai mercati agricoli e lavora con la vendita online e diretta.
Per Turismo Verde Umbria, l'associazione che rappresenta e promuove l'agriturismo e le attività di accoglienza rurale, è stato eletto presidente Stefano Trotta, che insieme alla sua famiglia gestisce l'agriturismo Casa Vecchia di Marsciano. Un'azienda agricola storica che circa dieci anni fa ha avviato con successo anche l'attività agrituristica, puntando sulla somministrazione di pasti basati su prodotti tipici regionali, materie prime locali e produzioni proprie o provenienti da altre imprese agricole umbre.
Virginia Ruspolini è la nuova presidente di AGIA CIA Umbria, l'Associazione dei Giovani Imprenditori Agricoli. L'elezione è avvenuta nel corso dell'assemblea regionale, convocata per il rinnovo delle cariche e per un confronto sulle prospettive dell'agricoltura regionale. Imprenditrice agricola di prima generazione, Ruspolini guiderà l'associazione con l'obiettivo di rafforzare il ruolo dei giovani nelle scelte politiche regionali, promuovendo un'agricoltura capace di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione e redditività. Al centro del mandato, la necessità di superare gli ostacoli che oggi limitano l'ingresso e la permanenza dei giovani nel settore: accesso alla terra e al credito, burocrazia complessa, costi di avviamento elevati e bisogno di competenze tecniche e manageriali adeguate ai mercati attuali.
È stato inoltre confermato Roberto Di Filippo, della cantina Plani Arche, alla presidenza di Anabio Umbria, l'associazione che riunisce e rappresenta le aziende biologiche, impegnata nella tutela e nella promozione dell'agricoltura biologica e dei sistemi produttivi sostenibili.
Infine, Ezio Palini è il nuovo presidente dell'Associazione Nazionale Pensionati CIA Umbria, che rappresenta e tutela i pensionati del mondo agricolo, valorizzandone il ruolo sociale e il contributo alla vita delle comunità rurali.
"Il rinnovo dei vertici delle nostre associazioni – ha dichiarato Matteo Bartolini, presidente di CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria – rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso che ci conduce all'Assemblea congressuale regionale. È il frutto di un confronto diffuso sui territori e testimonia la vitalità della nostra organizzazione. Donne, giovani, imprese multifunzionali, agricoltura biologica, vendita diretta, turismo rurale e pensionati sono tutte componenti essenziali di un'agricoltura umbra che vuole essere moderna, sostenibile e capace di garantire reddito e futuro alle imprese. Con questi nuovi gruppi dirigenti rafforziamo la rappresentanza e ci prepariamo ad affrontare le sfide che attendono il settore nei prossimi anni".
Giorgio Vicario | Ufficio stampa Mg2 comunicazione – studio associato / 349 2903197
"Lavoreremo per costruire canali istituzionali stabili con assessori, consiglieri e agenzie regionali per una costante interlocuzione sulle politiche agricole"
L'Agia (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) di Cia Umbria ha rinnovato le cariche
Virginia Ruspolini è la nuova presidente di AGIA CIA Umbria. L'elezione è avvenuta mercoledì 28 gennaio 2026 nel corso dell'assemblea regionale dell'Associazione dei Giovani Imprenditori Agricoli di CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria, riunita per il rinnovo delle cariche e per il confronto sulle prospettive dell'agricoltura regionale.
Imprenditrice agricola di prima generazione, Ruspolini guiderà AGIA Umbria con l'obiettivo di rafforzare il ruolo dei giovani nelle scelte politiche regionali, promuovendo un'agricoltura capace di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione e redditività. Al centro del mandato, la necessità di superare le difficoltà che oggi limitano l'ingresso e la permanenza dei giovani nel settore: accesso alla terra e al credito, burocrazia complessa, costi di avviamento elevati e bisogno di competenze tecniche e manageriali adeguate ai mercati attuali.
Come spiega: "I giovani sotto i 40 anni rappresentano una parte esigua degli imprenditori agricoli in Italia e nella nostra regione, con un'età media molto alta tra i titolari d'impresa e poche aperture reali di nuove aziende. I giovani agricoltori non devono essere solo destinatari di misure, ma protagonisti delle politiche agricole regionali".
Tra le priorità indicate dalla nuova presidente: un dialogo strutturato e continuo con le istituzioni regionali. "Sarebbe opportuno – spiega Virginia – che nella definizione delle politiche regionali si interloquisse in maniera strutturata con i giovani imprenditori per costruire insieme a chi opera una partecipazione attiva ai tavoli di progettazione delle politiche agricole, ai programmi di accompagnamento per i giovani nei primi anni di attività, agli incentivi all'innovazione e alla sostenibilità, ai percorsi di formazione e mentoring e agli strumenti che facilitino l'accesso a terra e capitale. In questo senso saremo felici di poter collaborare in maniera propositiva con le istituzioni locali e regionali".
Il commento e gli auguri di Matteo Bartolini, presidente CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria: "Un ringraziamento e un plauso al lavoro fatto da AGIA in questi anni e le mie congratulazioni a Virginia Ruspolini. La sua è una storia personale e professionale che evidenzia e tocca molti dei temi centrali dell'agricoltura europea di oggi. Giovane imprenditrice agricola di prima generazione che ha fatto una scelta personale e imprenditoriale in direzione della terra, acquistando terreni e mezzi, anche grazie ai fondi PSR. Un esempio concreto di come se si lavora con politiche regionali di supporto, l'attività agricola può essere attrattiva e coinvolgere i giovani, garantendo ai nostri territori una serie di positività multiple. Presidio, apporto innovativo, ricambio generazionale, visione contemporanea, lavoro e sviluppo sostenibile.
Oggi quella di Virginia è un'azienda dinamica che non si limita alla produzione primaria, ma realizza anche la trasformazione e la vendita diretta. Incide nel proprio territorio e si pone come presidio e modello anche per altri giovani che vogliono investire".
Virginia Ruspolini è titolare dell'azienda agricola biologica Apincampo, nata nel 2020 nella Media Valle del Tevere, nei comuni di Marsciano, Fratta Todina e San Venanzo. Un'esperienza imprenditoriale "fuori contesto" rispetto ai modelli intensivi prevalenti, fondata sulla diversificazione produttiva, sull'apicoltura, sui grani antichi, sulle leguminose e sulla trasformazione aziendale, con un forte legame con il territorio e con i temi della biodiversità e della tutela ambientale. "Le aziende agricole nelle aree rurali svolgono un ruolo che va oltre la produzione di cibo: sono presidi sociali, strumenti di tutela del paesaggio e argini contro lo spopolamento. Dare forza ai giovani significa dare prospettiva all'agricoltura umbra e ai nostri territori. Nella mia scelta verso l'agricoltura – conclude Ruspolini – ha inciso il sostegno dei fondi PSR. Questo significa che quando si mettono in campo strumenti pubblici e politiche agricole regionali attente e con una visione si riesce ad incidere e incentivare iniziative. Certo non è sempre abbastanza, ma si può lavorare in questa direzione anche con le prossime Misure". AGIA CIA Umbria rappresenta i giovani imprenditori agricoli della regione, promuovendo partecipazione, formazione e rappresentanza, con l'obiettivo di costruire un'agricoltura giovane, competitiva e con prospettive reali per il futuro.
Giorgio Vicario
Ufficio stampa
Mg2 comunicazione – studio associato
349 2903197
Il valore dell'agricoltura europea e le ragioni della presenza a Bruxelles il 18 dicembre
Matteo Bartolini, presidente CIA Agricoltori Italiani Umbria: "Crescente distanza tra il valore culturale attribuito al cibo e la sostenibilità economica delle imprese agricole che lo producono. Bisogna intervenire con proposte di medio-lungo periodo"
"In questo quadro, il tema del giusto prezzo riconosciuto all'impresa agricola assume un ruolo centrale. Per queste ragioni, il 18 dicembre ho partecipato a Bruxelles, insieme a una delegazione della CIA composta da circa 200 agricoltori, a un momento di mobilitazione e confronto volto a richiamare l'attenzione delle istituzioni europee su queste istanze"
Il sistema agroalimentare europeo sta attraversando una fase complessa, caratterizzata da trasformazioni profonde e da una crescente distanza tra il valore culturale attribuito al cibo e la sostenibilità economica delle imprese agricole che lo producono. Negli stessi giorni in cui la cucina italiana viene giustamente riconosciuta come patrimonio immateriale dell'UNESCO, in diversi Paesi europei gli agricoltori manifestano un disagio che non può essere sottovalutato. Si tratta di segnali che meritano attenzione e ascolto, perché pongono al centro una questione strutturale: il rapporto tra transizione, mercato e redditività agricola. La cucina, come espressione culturale,
rappresenta l'esito finale di un processo lungo e articolato che inizia dal suolo, dal lavoro quotidiano di chi coltiva e alleva, dalla capacità di investire, innovare e gestire il rischio d'impresa.
La tenuta di questo primo anello della filiera è una condizione essenziale per la qualità, la sicurezza e la sostenibilità dell'intero sistema alimentare.
Le difficoltà che oggi attraversano molte aziende agricole non derivano da una resistenza al cambiamento. Al contrario, il settore primario è da tempo impegnato in un percorso di innovazione tecnologica, ambientale e organizzativa. Tuttavia, tale percorso risulta sempre più oneroso se non accompagnato da un adeguato riconoscimento economico del valore prodotto. I dati demografici confermano la portata della sfida con un'elevata età media degli imprenditori agricoli ed una limitata presenza di giovani indicano una criticità strutturale che richiede risposte di medio-lungo periodo. La capacità di attrarre nuove generazioni dipende in modo diretto dalla sostenibilità economica delle imprese e dalla prospettiva di redditività. In questo contesto, l'innovazione a partire dalla digitalizzazione alle nuove tecniche produttive, fino alla ricerca varietale rappresentano uno strumento fondamentale, ma non può essere considerata una soluzione autonoma. Senza un riequilibrio del valore lungo la filiera e senza un'adeguata remunerazione dell'attività agricola, il rischio è quello di aggravare ulteriormente le fragilità esistenti. La posizione che come rappresentanza agricola intendiamo portare nel dibattito europeo è orientata alla responsabilità e alla costruzione di soluzioni che sostengano la transizione ambientale, riconoscendo al contempo la necessità che essa sia anche economicamente sostenibile e socialmente equa. In questo quadro, il tema del giusto prezzo riconosciuto all'impresa agricola assume un ruolo centrale. Per queste ragioni, il 18 dicembre ho partecipato a Bruxelles, insieme a una delegazione della CIA composta da circa 200 agricoltori, a un momento di mobilitazione e confronto volto a richiamare l'attenzione delle istituzioni europee su queste istanze. L'obiettivo è contribuire in modo costruttivo a un dialogo che consenta di rafforzare il futuro dell'agricoltura europea, tutelando il lavoro, i territori e la qualità delle produzioni. La sfida che abbiamo di fronte non è opporre tradizione e innovazione, ma costruire un modello capace di tenere insieme competitività, sostenibilità e coesione sociale. È in questa direzione che intendiamo orientare il nostro impegno.
Matteo Bartolini, presidente CIA Agricoltori Italiani Umbria


