Il Gal Media Valle del Tevere parteciperà per il secondo anno consecutivo alle “Giornate della Dieta  Mediterranea”, nell’ambito del salone “WTE – World Tourism Expo – UNESCO”,  che si svolgeranno ad Assisi dal 20 al 22 Settembre 2013.

Il WTE, che coinvolge i siti UNESCO tra i quali sono ricompresi anche Assisi e i siti francescani, si propone di creare un punto di incontro tra il mondo della cultura e quello dell’economia con l’obiettivo di favorire la commercializzazione di prodotti turistici. In tale ambito si svolgeranno anche le Giornate dedicate alla Dieta mediterranea, dal 2010 Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. Le Giornate offriranno, tra l’altro, una vetrina per la promozione e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari dell’Umbria.

Nel corso del weekend non mancheranno iniziative culturali e formative; tra queste la presentazione, organizzata dal Gal Media Valle del Tevere alle 11,30 di venerdì 20 settembre, del libro del giornalista Franco Poggianti Capra & Cavoli”. Con l’Autore parteciperanno all’incontro: l’assessore all’Agricoltura della Regione Umbria, Fernanda Cecchini; Angelo Frascarelli dell’Università degli Studi di Perugia; Vasco Gargaglia, direttore regionale Confcommercio; Catia Mariani, direttore generale Cia dell’Umbria; Claudio Ricci, sindaco di Assisi; Walter Trivellizzi,presidente del Gal Media Valle del Tevere. Sara Segatori, giornalista del Tg3, modererà il dibattito. Il libro di Franco Poggianti affronta il tema dell’agricoltura e della zootecnica nell'Italia di oggi, indagando sul “perché niente, nel nostro Paese, è più secondario del settore primario”. L’Autore racconta le caratteristiche, i problemi e le straordinarie potenzialità della nostra agricoltura, la più bella del mondo, senza indulgenze al folklore e alla retorica.

 

Torgiano, 18 settembre 2013

 

 

Brugnoni: “Subito gli indennizzi ed un Piano di contenimento”

Non si fermano nella nostra regione le aggressioni dei lupi agli allevamenti. Sono tornati a colpire, infatti, nella zona del Monte Peglia, in comune di San Venanzo, uccidendo alcuni bovini di razza Chianina, un cavallo e diverse pecore. Le aziende interessate sono le stesse già pesantemente attaccate nei mesi scorsi ed ora rischiano seriamente la chiusura essendo prevedibile un’accentuazione del fenomeno con l’approssimarsi della stagione più fredda. “Occorre subito intervenire per indennizzare gli allevatori colpiti e per scongiurare il ripetersi di questi episodi, dichiara il presidente della Cia dell’Umbria, Domenico Brugnoni. Non possiamo continuare a lasciare le imprese agricole e zootecniche in balìa degli animali selvatici; tanto più quelle fortemente impegnate per realizzare produzioni di grande qualità ed operanti in zone marginali e svantaggiate. La zona colpita –prosegue Brugnoni- fa parte di un Parco regionale che, con la riapertura della stagione venatoria, diventa un facile rifugio per tutti quei selvatici, compresi il lupo ed il cinghiale, che vi trovano riparo essendo in essa vietata la caccia; non a caso abbiamo assistito ad una recrudescenza del fenomeno proprio in coincidenza con la riapertura della stagione venatoria. Pertanto -conclude il presidente regionale della Cia- ribadiamo quanto già da noi ripetutamente richiesto  nei mesi scorsi, cioè la necessità che le Istituzioni competenti, oltre ad indennizzare subito gli allevatori colpiti sostenendone interamente gli oneri finanziari, mettano in essere al più presto un piano straordinario di contenimento dei selvatici che, nel caso dei lupi e dei cinghiali, sono ormai diventati un vero e proprio flagello per la nostra agricoltura e per la zootecnia, peraltro già alle prese con una crisi senza precedenti.”

 

 

 

Perugia, 11 settembre 2013

 

 

Accordo latte, Cia e Confagricoltura: "in Lombardia raggiunto l'obiettivo di dare un quadro di certezze al settore, in Umbria ancora troppo lontani da adeguati livelli di remunerazione"

“Con senso di responsabilità verso il mondo produttivo le nostre Confederazioni hanno firmato un accordo per la vendita del latte alla stalla  dall’allevatore al trasformatore, valido solo in Lombardia,  per la definizione del prezzo del latte per il prossimo semestre (agosto 2013-gennaio 2014) di cui potranno beneficiare anche i non associati e che incrementa il prezzo medio del latte alla stalla di quasi il 9 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Lo hanno dichiarato in una nota congiunta i presidenti di Cia e Confagricoltura dell’Umbria, Domenico Brugnoni e Marco Caprai.

Il prezzo fissato è di 42 centesimi di euro al litro, oltre ai premi qualità.

La cosa sorprendente è che l’accordo è stato contestato da Coldiretti che ha argomentato la posizione dicendo che “il mercato dei prodotti lattiero-caseari è a dir poco euforico e sul mercato interno il settore è quello che ha risentito meno la crisi dei consumi e dell’export….. “. “ Come è possibile una posizione di questo genere quando il latte umbro, che ha costi di produzione molto superiori a quelli degli allevamenti della pianura Padana, viene pagato di meno, 38 centesimi a dicembre e 40 oggi? – si chiedono i due presidenti –. Gli allevatori della regione hanno bisogno di risposte concrete e non di slogan incoerenti. Con gli slogan non si fa bilancio, non si produce reddito e non si crea lavoro”.

“La situazione dei produttori di latte umbri è pesantissima - afferma Caprai - se è vero che il prezzo del latte “spot” (quello acquistato dai trasformatori al momento del bisogno), oggi intorno ai 48 centesimi, non dà una visione corretta del mercato, fino a quando potranno resistere con costi di produzione in continua lievitazione ed una remunerazione del prodotto talvolta sotto al minimo di mercato?”

Secondo Brugnoni “è indispensabile che il latte prodotto dagli allevatori umbri raggiunga un prezzo dignitoso; l’attuale è insostenibile. L’Umbria non può permettersi di mantenere in difficoltà un settore importante come quello lattiero-caseario senza esplorare a fondo percorsi di adeguata remunerazione dei produttori”.

Perugia, 2 agosto 2013  

 

 

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