I lavori si terranno presso l’azienda biologica “Olivastrella”. Parteciperà, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Umbria Fernanda Cecchini.

 

 

Si svolgerà mercoledì prossimo 5 giugno a San Venanzo (in provincia di Terni) -presso l’azienda biologica “Olivastrella”-, l’Assemblea di Anabio, l’Associazione nazionale agricoltura biologica della Cia-Confederazione italiana agricoltori.

L’Assemblea è stata convocata per il rinnovo degli organismi dirigenti.

Ai lavori parteciperanno l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Umbria Fernanda Cecchini e il sindaco di San Venanzo Francesca Valentini.

All’Assemblea di Anabio saranno presenti i vertici della Cia nazionale: il vicepresidente vicario Dino Scanavino, i vicepresidenti Cinzia Pagni e Domenico Brugnoni, il direttore nazionale Rossana Zambelli.

L’Assemblea di Anabio, oltre ai rinnovi degli organismi, sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione in cui oggi versa il settore biologico. Un settore che, nonostante la pesante flessione dei consumi alimentari nel nostro Paese a causa della profonda crisi che ha messo in gravi difficoltà le famiglie italiane, sta rispondendo in maniera efficace ai colpi dell’avversa congiuntura. Le vendite dei prodotti “bio” continuano a tenere e per alcuni si registrano aumenti.

Ma i problemi anche per questo vitale comparto restano e riguardano soprattutto i costi produttivi, contributivi e burocratici che riducono l’attività imprenditoriale delle aziende, condizionandone la competitività sui mercati.

 

  

Perugia, 3 giugno 2013

 

 

 

 

Cia dell’Umbria: subito gli indennizzi e un Piano straordinario

“Non sono solo i cinghiali ad arrecare danni ingentissimi alle aziende agricole su tutto il territorio regionale. Ora anche i lupi colpiscono e devastano gli allevamenti di grande pregio, situati in alta collina o sulle pendici dei monti, spingendosi fino ad arrivare a ridosso delle abitazioni.” E’ quanto denuncia la Cia dell’Umbria a seguito degli ultimi attacchi sferrati dai selvatici che hanno devastato intere aree della regione, compromettendone irrimediabilmente agricoltura e zootecnia. Sul fronte cinghiali le ultime segnalazioni provengono dalla sponda occidentale del Trasimeno dove, nei pressi di Panicarola, sono andate completamente distrutte le coltivazioni di alcune aziende ortofrutticole fatte bersaglio ormai da anni dei rovinosi assalti del famelico suide. Il problema va sempre più aggravandosi e si somma agli insormontabili ostacoli burocratici che, di fatto, impediscono l’ottenimento di congrui risarcimenti per coltivazioni di grande qualità come nel caso dei vigneti per la produzione di vino Orvieto Doc completamente danneggiati nella zona di Titignano. Ma ancor più pesante, se possibile, è la situazione denunciata da alcuni allevatori che a San Vito in Monte, nei pressi di San Venanzo, hanno subìto le ripetute incursioni di famelici branchi di lupi che hanno fatto incetta di bestiame bovino e di cavalli. I danni sono notevoli e si è sfiorato il dramma con i lupi che,  si sono avvicinati pericolosamente alle persone. Gli attacchi sono stati videoregistrati dalle videotrappole posizionate dalla Provincia di Terni a seguito di dettagliate segnalazioni; esiste quindi una testimonianza diretta ed inoppugnabile di quanto accaduto. Per la Cia dell’Umbria tali fenomeni non possono essere più tollerati o affrontati con strumenti ordinari, dimostratisi peraltro inefficaci. Per l’Organizzazione agricola tale delicata tematica va affrontata con nuove regole anche a livello nazionale, a tale proposito sono positivi i segnali che giungono dal Parlamento: proprio lo scorso 16 maggio la Commissione Agricoltura della Camera dei deputati ha approvato, su iniziativa di Monica Faenzi e Nicodemo Oliverio, una Risoluzione che impegna il Governo ad assumere, un accordo con l’Unione Europea, iniziative per far fronte al pericoloso diffondersi della problematica. Tuttavia nel frattempo è necessario e urgente che la Regione Umbria provveda prioritariamente ad indennizzare per intero gli agricoltori e gli allevatori colpiti, nel pieno rispetto delle disposizioni contenute nella legge regionale n. 17 del 2009 e, contestualmente, predisponga un Piano faunistico straordinario regionale che individui con chiarezza le azioni di prevenzione e di contenimento delle diverse specie. L’improrogabilità di tali interventi è giustificata anche dal fatto che la questione dell’eccessiva presenza di animali selvatici, in particolare di lupi, ha compiuto un pericoloso salto di qualità assumendo nettamente, con la messa a rischio dell’incolumità delle persone, i contorni di un problema di ordine pubblico. 

Perugia, 29 maggio 2013

PETIZIONE POPOLARE PER DIRE NO ALLA NORMA CHE AGGANCIA L’ETA’ LAVORATIVA ALL’ ASPETTATIVA DI VITA

 

A Terni e a Gubbio saranno allestiti gazebo del patronato della Cia

per informare e tutelare lavoratori e pensionati

 

Fermare una legge ingiusta che, di fatto, obbliga a lavorare per tutta la vita. Questo l’obiettivo principale della manifestazione nazionale che domenica 11 maggio l’Inac, il patronato della Cia, ha indetto in tutto il Paese per dar voce a milioni di cittadini che vivono nell’incertezza e nell’ansia di non poter programmare il loro futuro. Con “Inac in Piazza” gli organizzatori desiderano, infatti, non solo fornire informazioni utili su previdenza, pensioni e diritti sociali ma anche sensibilizzare tutti i cittadini sulla necessità di modificare la legge Fornero per renderla più equa. Una legge, questa, che ha spostato in avanti l’età pensionabile agganciandola alle statistiche sull’aspettativa di vita, di fatto costringendo a lavorare persone anziane e bisognose di cure, impedendo così l’accesso al lavoro di giovani disoccupati. Se questo è stato possibile in Germania – sostengono Cia ed Inac – è assolutamente improponibile nel nostro Paese dove nelle aree rurali si concentra il maggior numero delle pensioni minime; dove ogni anno ciascun cittadino “butta” oltre 190 ore per adempiere ad obblighi burocratici; dove la disoccupazione giovanile supera il 35 per cento con i pensionati costretti a fungere da “ammortizzatori sociali”; dove l’impoverimento generale è l’unica statistica che bisognerebbe far scendere e invece fa registrare un allarmante aumento. La manifestazione avrà perciò un prologo il 9 maggio a Roma dove, in piazza Montecitorio proprio di fronte alla Camera dei deputati, Cia ed Inac daranno vita ad un sit-in per lanciare ufficialmente una specifica petizione popolare con l’obiettivo di chiedere la modifica della legge Fornero. Una petizione che potrà essere sottoscritta da ogni cittadino nel corso di tutta la giornata di domenica 11 maggio presso i gazebo che saranno allestiti per “Inac in Piazza” in tante città italiane; in Umbria i punti informativi saranno ubicati a Terni in piazza Europa e a Gubbio in piazza 40 Martiri, due location molto frequentate ed accessibili, ideali per favorire un consistente afflusso.

 

 

Perugia, 6 maggio 2013

 

 

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