Cia Umbria sollecita l'Arpa: presto i risultati sugli alimenti

Sono tornati alla normalità, anche grazie al vento e alla pioggia di questi ultimi giorni sull'area di Ponte San Giovanni, i parametri di qualità dell'aria dopo l'incendio alla ditta Biondi Recuperi di domenica 10 marzo. A ufficializzare la notizia è oggi una nota stampa del Dipartimento di Prevenzione dell'Usl 1 Umbria, con cui Cia Umbria è in costante contatto fin dai primi momenti dell'evento. Ma si attende ancora dall'ARPA l'esito dei prelievi sugli alimenti per accertare i valori e l'eventuale presenza di diossina , PCB, IPA e alcuni metalli pesanti.
Pur essendo improbabile il rischio di contaminazione sistemica delle piante, l'Usl rimane infatti prudente sul consumo di prodotti ad uso alimentare e zootecnico. "Al momento, - si legge nella nota Usl - nelle more di ulteriori dati da ARPA, sono in corso accertamenti su campioni di latte bovino, di uova, di vegetali a foglia larga (bietole e rape) e di fieno destinato all'alimentazione animale. Nel contempo sono anche in atto indagini ambientali riguardanti l'inquinamento da prodotti di combustione all'interno del sito produttivo interessato dall'incendio e nelle aziende più prossime, per valutare ulteriori aspetti di tutela riguardanti soprattutto i lavoratori".
Pur riconoscendo opportuna la prudenza dell'Usl, Cia Umbria sta accanto ai produttori. In questi casi, il tempo è veramente denaro. Le aziende agricole della zona stanno subendo al momento un forte calo delle vendite. Sollecitiamo, pertanto, un veloce esito delle analisi dell'ARPA affinché si possa garantire l'assoluta sicurezza alimentare per il consumatore, evitare allarmismi e ripristinare quel modello produttivo sano, in un ambiente altrettanto salubre, che ha sempre contraddistinto i nostri produttori.
In attesa dei risultati di tali accertamenti, resta in vigore l'ordinanza sindacale del 13/3/2019 n. 253, che prevede:
a) il consumo di prodotti alimentari coltivati, solo dopo accurato lavaggio con acqua, strofinando bene le superfici e, ove possibile, rimuovendo pelle o buccia;
b) il divieto di consumo dei prodotti coltivati nell'area individuata, da parte dei soggetti più a rischio, come bambini, donne in gravidanza e in allattamento;
c) il divieto di raccolta e consumo di funghi epigei spontanei;
d) il divieto di pascolo e razzolamento degli animali da cortile;
e) il divieto di utilizzo dei foraggi e cereali destinati agli animali raccolti nell'area interessata dall'incendio.

 

Perugia, 15 marzo 2019

Un impegno concreto per celebrare l'8 marzo. Le imprenditrici agricole di Cia Umbria scendono al fianco delle donne vittime di violenza che si trovano sul territorio regionale, grazie alla sottoscrizione di un Protocollo d'intesa tra Donne in Campo e l'Associazione Liberamente Donna, che gestisce i centri antiviolenza residenziali 'Catia Doriana Bellini' di Perugia e 'Liberetutte' di Terni, il centro antiviolenza servizio Telefono Donna a Perugia, il servizio di pronta emergenza a Perugia e lo sportello antiviolenza di Foligno.

Le iniziative di collaborazione e la Convenzione per le pratiche fiscali

Una collaborazione che mette in calendario una serie di iniziative per contribuire al percorso di uscita dalla violenza di tante donne. Violenza che, non di rado, quando si parla di quella intrafamiliare, coinvolge anche i figli. La collaborazione nasce dall'idea di poter sfruttare l'ambiente rassicurante di un contesto agricolo per sviluppare percorsi ed attività mirate a sostenere l'autodeterminazione e l'autonomia delle donne e la serenità e la crescita di minori vittime di violenza assistita.
Attraverso il protocollo d'intesa potranno, tra le altre cose, essere attivati percorsi di inserimento lavorativo, corsi di formazione, laboratori di educazione alimentare per una spesa consapevole e sostenibile, laboratori sul sostegno alla genitorialità e fattorie didattiche. Il protocollo d'intesa prevede, inoltre, una convenzione tra Cia- Agricoltori Italiani dell'Umbria e Liberamente Donne al fine di agevolare quelle pratiche fiscali relative ai servizi alla persona spesso difficili.

I dati dei Centri Antiviolenza dell'Umbria

Un atto di impegno civico che chiama a fare la sua parte anche l'agricoltura al femminile verso una vera e propria emergenza sociale. In Umbria si contano 599 richieste di aiuto ai Centri Antiviolenza nel 2018 (209 donne accolte su Terni e 390 su Perugia), mentre sempre lo scorso anno sono state ospitate nelle strutture residenziali 31 donne e 44 minori (19 donne e 29 minori su Perugia e 12 donne e 15 minori su Terni).
"Le donne nel contesto agricolo - ha commentato la presidente Donne in Campo Umbria Maria Vigilante alla sottoscrizione del protocollo d'intesa – sono un valore aggiunto. Il loro 'saper fare' si è tradotto concretamente in innovazione, multifunzionalità e resilienza. Con questo accordo le imprenditrici agricole dell'Umbria dimostrano anche di 'saper essere' presenti e concretamente attivi nel sociale, con e per le donne e i loro figli che vivono momenti spesso drammatici".
"Siamo felici di questa nuova e proficua collaborazione - ha dichiarato Elena Bistocchi, presidente di Liberamente Donne - . Da sempre per noi è un obiettivo riuscire a creare una 'rete' nell'interesse di donne e minori. È un'opportunità che creerà occasioni di reinserimento lavorativo e attività, da quelle ludiche a quelle laboratoriali, per donne e minori. Importante è, inoltre, la convenzione che sottoscriviamo con Cia- Agricoltori Italiani dell'Umbria, la quale metterà a disposizione delle donne servizi e agevolazioni. La violenza contro le donne ha mille volti e molteplici espressioni e si combatte in altrettanti modi. Tutte noi - ha ribadito la presidente Bistocchi - possiamo essere vittime: non esistono categorie di donne più o meno a rischio di altre, non c'è distinzione di estrazione sociale, istruzione o età. Oggi - ha concluso - voglio ringraziare la Cia- Agricoltori Italiani dell'Umbria per aver scelto di percorrere con noi la strada del contrasto alla violenza di genere".

Le imprese agricole femminili in Umbria (dati Unioncamere)

Secondo Unioncamere Umbria, a dicembre del 2018 si contano 5.620 imprese agricole 'rosa' registrare alle Camere di Commercio della regione, rispettivamente 4.379 su Perugia e 1.241 nella provincia di Terni (in totale 5.589 imprese attive), con 21 nuove iscrizioni totali sulle due province e 46 cessazioni, solo nell'ultimo trimestre 2018.
L'esercito delle donne in campo agricolo è la seconda voce per importanza numerica, dopo il settore commercio e prima del manifatturiero.

Giuria conquistata con il coniglio in porchetta . Ad aprile il contest nazionale per eleggere il piatto più rappresentativo dell'Italia rurale

SPOLETO (PG) - I piedi nella terra, le mani in cucina, il cuore in azienda. È questo l'identikit del cuoco-imprenditore in agriturismo, protagonista del "Festival Agrichef", evento ideato da CIA Agricoltori Italiani e dall'Associazione Turismo Verde per promuovere il ruolo dell'agriturismo italiano e la figura del cuoco che con maestria e passione, seleziona le materie prime e prepara i piatti tipici del territorio per servirli al cliente che vuole gustare l'anima gastronomica del Belpaese più autentica e casereccia.

Dove e come
CIA Umbria per questa 4° edizione ha scelto l'Istituto Alberghiero di Spoleto "G. De Carolis", eccellenza didattica della nostra regione, per la sfida ai fornelli che si è tenuta questa mattina, 26 febbraio. In giuria, con l'arduo ma piacevolissimo compito di degustare le pietanze e decretare il vincitore del contest regionale, la preside della scuola, prof.ssa Fiorella Sagrestani, l'assessore all'Ambiente del Comune di Spoleto Maria Rita Zengoni, la chef perugina Francesca Taticchi del ristorante Nadir e Maramao Pane e Vino di Perugia, il presidente di Turismo Verde Umbria Guido Orzalesi e la food blogger Laura Patricia Barberi.

Sei gli 'agrichef' che si sono sfidati a colpi di ricette tradizionali. Cuochi chiamati ad esibire le proprie doti in cucina, ma soprattutto a valorizzare le tipicità locali, le antiche tradizioni, rispettando la stagionalità, e senza per questo tralasciare un tocco di originalità come firma di un'opera d'arte, come ogni piatto frutto di conoscenza delle materie prime, ispirazione e talento si può definire.

Le ricette in gara
Difficile scegliere tra le 5 specialità ideate dagli agrichef CIA Umbria: gli 'Gnocchi Trasimeno' dell'Azienda Agricola Bittarelli, preparati con verna, farro e grano Senatore Cappelli, e accompagnati da Fagiolina del Trasimeno, presidio Slow Food, e conditi con un sugo preparato con uova di regina e filetti di persico del lago. Il pesce del Trasimeno è stata anche la scelta dell'Agriturismo Poderaccio Alto di Paciano, che ha preparato filetto di persico e gamberi in crosta di farro, su un letto di crema di cicerchie, zafferano e rape del Trasimeno.

Profumi intensi e un connubio di sapori agrodolci per l'azienda Agrileisuretime di Spoleto, che ha servito un elaborato coniglio in porchetta, con un cuore di tartufo, condito con miele di castagno e un raffinato tortino di patate. La grande tradizione umbra del piccione in salmì è stata la scelta dell'Agricola Pomonte di Orvieto (Tr), mentre l'Agriturismo La Ciriola a Piediluco (Tr) ha presentato alla giuria un piatto di 'Ciriole alla ternana', tipica pasta tirata a mano con pomodoro nostrano, aglio e maggiorana. La semplice bontà di un primo piatto, a tutto gusto, che non delude mai.

Il vincitore
A conquistare la giuria è stato però il coniglio in porchetta dell'azienda Agrileisuretime. Secondo i giurati è stato questo il piatto che più ha rappresentato la regione Umbria, Tanto gusto, ma anche una presentazione d'effetto, curata nei dettagli e uno storytelling aziendale che ha catturato il pubblico dei giovani chef dell'Alberghiero presenti all'evento.
L'azienda e l'agrichef parteciperanno ora al contest nazionale, che si terrà il prossimo aprile alla scuola alberghiera di Amatrice, gareggiando contro i rappresentanti delle altre regioni italiane, fino ad eleggere il piatto che più identifica l'Italia rurale e la cultura contadina, attraverso i sapori del territorio.

Nel suo impegno di promozione dell'agri-cultura, la CIA Umbria crede fermamente che gli studenti della scuola possano essere i futuri ambasciatori del sapere e del gusto enogastronomico locale nel mondo. Inoltre, la scelta dello Spoletino come location si sposa con un altro obiettivo di CIA Umbria: il sostegno alle aziende agricole e al tessuto sociale colpito dal terremoto del 2016. Cia-Agricoltori Italiani è, infatti, già in prima linea nel sostegno alle aree terremotate con il progetto "I prodotti dell'Appennino", realizzato in collaborazione con la JP Morgan Chase Foundation e Amazon.

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