Iniziamo l'anno con una nuova alleanza. Matteo Bartolini anticipa filosofia e struttura di MedEATerranea
Da troppo tempo il mondo agricolo vive dentro un grande equivoco, convinto che per affrontare problemi, profondamente strutturali, basti solamente creare nuove sigle, nuovi bandi, nuovi progetti. Strati su strati di iniziative che raramente ricompongono il quadro complessivo, lasciandoci spesso con la sensazione di muoverci senza una direzione condivisa.
Eppure la crisi dell'agricoltura umbra non nasce da una mancanza di competenze, né di vocazioni, né tantomeno di qualità. È una crisi di relazioni economiche, di equilibrio lungo la filiera, di riconoscimento del valore reale del lavoro agricolo.
È da questa consapevolezza che prende forma l'idea di CIA Agricoltori Italiani dell'Umbria. Non come l'ennesimo contenitore, ma come una nuova e più strutturata alleanza.
Un'alleanza tra chi produce e chi trasforma, tra chi distribuisce e chi finanzia, tra chi governa i territori e chi, come i cittadini, li abita ogni giorno. Un'alleanza che rimetta al centro il cibo non come merce indistinta, ma come espressione viva di territori, comunità, culture e lavoro. Un vero ecosistema, dalla terra al piatto, attraverso un patto di trasparenza tra tutti gli attori dalla comunità umbra nel rispetto e nella valorizzazione dell' ambiente nel quale essi vivono.
Negli ultimi anni la politica ha chiesto agli agricoltori di essere tutto, da imprenditori a custodi dell'ambiente, da presidio sociale dei territori a garanti della sicurezza alimentare, da protagonisti della transizione ecologica e digitale fino ad essere un attrattore di nuove generazioni. Ma poi li ha lasciati soli davanti a mercati instabili, filiere sbilanciate, una competizione che premia la quantità più del valore.
Questo modello non regge più, specie in Umbria, né sul piano economico, né su quello sociale.
Il nostro progetto nasce quindi per un obiettivo semplice e radicale: ricostruire valore dove oggi si disperde. Puntiamo quindi al valore economico, innanzitutto, perché senza reddito non c'è futuro per nessuna azienda agricola. Ma anche valore sociale, culturale e ambientale perché in un ecosistema il cibo è uno dei pochi luoghi in cui economia, ambiente e comunità possono ancora incontrarsi.
Non vogliamo sostituirci alle imprese, né parlare al loro posto. Vogliamo essere facilitatori e creare le condizioni affinché gli aderenti al progetto possano stare sul mercato con più forza, negoziare con più dignità, costruire filiere più giuste e trasparenti.
Per questo MedEATerranea è una piattaforma che nasce aperta a tutti.
Aperta alle aziende agricole che vogliono uscire dall'isolamento.
Aperta alle imprese di trasformazione che cercano collaborazione, stabilità e
qualità autentica.
Aperta alla distribuzione che vuole superare il marketing e costruire filiere credibili.
Aperta alla finanza che vuole investire nell'economia reale, misurabile, radicata
nei territori.
Aperta alle istituzioni che cercano soggetti capaci di trasformare le politiche in
progetti concreti per la rigenerazione delle aree rurali e dei piccoli comuni.
Aperta ai cittadini che hanno a cura la propria salute e quella del territorio umbro.
Crediamo che la sfida non sia produrre di più, ma produrre meglio e distribuire meglio il valore. Che la sostenibilità non sia uno slogan, ma un equilibrio tra reddito, ambiente e comunità. Che l'innovazione non coincida solo con la tecnologia, ma soprattutto con nuovi modelli organizzativi e nuove relazioni di filiera.
Il progetto nasce con un'ambizione chiara di non difendere il passato, ma di rendere possibile un futuro in cui fare agricoltura torni a essere una scelta economicamente sensata, socialmente riconosciuta e culturalmente rispettata.
A chi ci chiede: "A cosa serve un ulteriore soggetto economico?", rispondiamo senza esitazione che serve a ricucire ciò che si è frammentato.
Serve a dare forma a un'economia del cibo che non lasci indietro nessuno nè dal lato produttivo ma nemmeno dal lato dei consumatori.
Questo progetto serve a dimostrare che un altro modo di organizzare le filiere non solo è necessario, ma è possibile se vogliamo mantenere in vita le aree rurali. Chiudo questo editoriale con questa riflessione. Quest'anno ricorre l'ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco e nel ricordarlo voglio celebrare una sua frase celebre che recita: "Comincia col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso ti sorprenderai a fare l'impossibile."
È esattamente lo spirito con cui nasce MedEATerranea.
Fare ciò che è necessario per ricostruire valore lungo la filiera.
Fare ciò che è possibile per unire competenze, imprese, amministrazioni, cittadini,
territori. E poi, insieme, rendere possibile ciò che oggi sembra impossibile costruendo
un'economia del cibo più giusta, più equilibrata, più umana.
Per questo la nostra non è una semplice chiamata all'adesione ma, se vogliamo trasformare un semplice augurio di anno nuovo in un'azione reale, la mia è una chiamata alla partecipazione.
Perché il futuro dell'agricoltura non si attende ma si costruisce consapevolmente. E si costruisce insieme e lo faremo andando nei territori per illustrare meglio l'idea progettuale.
Matteo Bartolini
Presidente Cia Agricoltori italiani dell'Umbria


